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Sesso: studio, l'odore piu' seducente? e' quello naturale
Washington, 17 mag. - L'odore del proprio corpo potrebbe essere piu' seducente di un profumo. A dirlo e' una ricerca condotta da un gruppo di scienziati dell'Universita' di Stirling, nel Regno Unito, e della Charles University di Praga pubblicata su 'PLoS one'. In particolare, le donne tenderebbero a preferire l'odore del maschio dominante e sarebbero particolarmente sensibili a questo profumo durante il periodo piu' fertile del ciclo mestruale. Al contrario, le donne sembrerebbero sentire meno attrazione per l'odore maschile durante il mestruo, rispetto a quando c'e' l'ovulazione. I ricercatori hanno chiesto a un gruppo di volontari di valutare l'odore di altre persone, con e senza un profumo aggiuntivo. L'odore naturale del corpo era quello che aveva maggior successo. In alcuni casi, il profumo migliorava l'odore, ma in altri poteva addirittura peggiorarlo , ha spiegato Jan Havlicek, fra gli autori della ricerca. Secondo gli studiosi, l'odore naturale del corpo potrebbe avere avuto un importante ruolo evolutivo, essendo una impronta individuale inconfondibile e svelando agli altri, inconsciamente, la nostra personalita'.
Psicologia: donne in immagini sexy sono viste come oggetto
Bruxelles, 17 mag. - Pubblicita' di profumi, cartelloni e locandine di film: ovunque si guardi, le immagini del corpo femminile ripreso in maniera provocante sono cosa comune. Ora un nuovo studio dell'Universita' Libera di Bruxelles, in Belgio, rivela che sia gli uomini che le donne vedono le donne rappresentate in queste immagini sexy come oggetti. Lo stesso non vale per gli uomini, che per quanto sessualizzati vengono comunque percepiti come persone. La ricerca e' stata pubblicata sulla rivista Psychological Science. La ricerca in campo psicologico ha rivelato che un individuo percepisce oggetti o persone in modi differenti: ad esempio, mentre siamo in grado di riconoscere un volto nell'insieme, facciamo fatica a risconscerne le singole parti. Invece riconoscere un oggetto e' semplice anche solo se ne vediamo un dettaglio ha spiegato Philippe Bernard, ricercatore a capo dello studio. Un sistema utile per capire se una persona riconosce qualcosa come un oggetto e' capovolgere l'immagine: non abbiamo problemi a riconoscere oggetti capovolti, mentre facciamo fatica a riconoscere persone a testa in giu' . Partendo da questi presupposti, i ricercatori hanno sottoposto un gruppo di volontari a un test di riconoscimento con delle immagini pubblicitarie di individui sexy, la meta' di queste capovolte. I partecipanti riconoscevano piu' facilmente gli uomini sexy se non erano capovolti, mentre le donne sexy erano facilmente riconosciute anche se si trovavano a testa in giu' ha detto Bernard. Questo ci suggerisce - ha aggiunto Bernard - che mentre le donne vengono viste nella stessa maniera in cui si guarda un oggetto, gli uomini venivano considerati come persone. Non abbiamo trovato differenze nel riconoscimento tra i partecipanti donne o uomini. Il prossimo passo e' capire se questa differenza di percezione di queste immagini influenza il nostro trattamento delle donne nella vita di tutti i giorni .
Trovato legame fra ansia e metabolismo cellulare
Washington, 17 mag. - I disordini di tipo ansioso potrebbero essere legati al metabolismo cellulare. In una ricerca della University of Chicago pubblicata sul Journal of Clinical Investigation e' infatti emerso un nesso fra un gene che codifica per il Glyoxylase 1 (chiamato GLO1) e l'incremento dell'ansia, secondo un meccanismo che tuttavia non e' ancora ben chiaro. I disordini legati all'ansia, che vanno dalla fobia sociale al disordine da stress post-traumatico, sono le malattie psichiatriche piu' comuni negli Stati Uniti. Gli scienziati hanno mostrato che una inibizione del gene GLO1 nei topi riduceva il coportamento ansioso, suggerendo che questo gene potrebbe essere, in futuro, un importante bersaglio terapeutico anche negli umani.
Doping: nel ciclismo positivi sopra la media, poi pesistica
Roma, 17 mag. - E' stata il ciclismo la disciplina sportiva piu'' controllata (+ 40 per cento), nel corso del 2011, dalla Commissione per la Vigilanza ed il controllo del Doping (CVD) del Ministero della Salute. Seguono il calcio, la pallacanestro e il nuoto. Proprio il ciclismo ha una prevalenza di positivi al di sopra della media, col 4,4 per cento. Attenzione particolare, emerge nel corso di un convegno all'Istituto Superiore di Sanita', va posta anche alle percentuali di positivi riscontrate in alcuni sport nei quali il numero di controlli e' esiguo,ma che rappresentato percentuali di positivita' molto elevate: la pesistica e cutlura fisica (9,7 per cento), l'Handball (6,3 per cento) ed il Rugby (5 per cento). Nel 2011 le sostanze vietate piu' utilizzate sono i diuretici e gli agenti mascheranti. Tra gli stimolanti, usati soprattutto dalle donne in particolare quelli ad azione anoressizzante per il controllo del peso, risulta assente l'uso di cocaina. Rispetto all'eta' degli atleti positivi al doping, nonostante quasi il 60 per cento degli atleti controllati abbia un'eta' inferiore ai 29 anni,la prevalenza maggiore di positivita' ai test antidoping e' rilevata in atleti con eta' superiore ai 44 anni. L'intervento di controllo si e' svolto nei settori dilettantistici,giovanili,nelle serie minori e nelle discipline sportive meno controllate dal Coni.
Ictus: si puo' prevedere negli anziani con un test di disegno
Londra, 17 mag. - Un semplice test con un disegno puo' prevedere il rischio di decesso in seguito al primo ictus negli uomini anziani. Il Trail Making Test (TMT), che consiste nel disegnare con una matita delle linee verticali ascendenti tra numeri o lettere il piu' velocemente possibile, sarebbe infatti in grado di prevedere chi e' maggiormente a rischio di morte da ictus. Lo rivela una ricerca dell'Universita' di Uppsala in Svezia e pubblicata sul British Medical Journal Open. Il TMT e' un buon indicatore delle funzioni cognitive, e assieme a altri test e' largamente usato per le diagnosi di demenza senile. In particolare, il TMT identifica dei difetti cognitivi latenti, causati da malattie cerebrovascolari che non hanno ancora manifestato altri sintomi , hanno spiegato i ricercatori. Abbiamo analizzato 1000 uomini anziani tramite questi test e monitorato il loro stato di salute dal 1991 al 2006. Di questi - hanno proseguito - 155 hanno subito un ictus grave o leggero, e piu' della meta' di loro e' deceduta entro 2 anni dall'evento . Prendendo in considerazione altri fattori come eta', pressione sanguigna e istruzione, i ricercatori hanno determinato che gli anziani con bassi punteggi nel TMT avevano 3 volte piu' probabilita' di morire in seguito al primo ictus rispetto agli altri: Questo ci porta a concludere che questo semplice test scritto e' un predittore affidabile del rischio di decesso da ictus , hanno concluso i ricercatori.
Autismo: Usa, un malato su tre non studia e non lavora
Chicago, 16 mag. - Un autistico su 3 non ha esperienze universitarie o lavorative nei sette anni successivi al diploma di scuola superiore. E' quanto sostiene uno studio congiunto della George Warren Brown School of Social Work della Washington University di St Louis, dello Sri International di Menlo Park e del Vanderbilt Kennedy Center della Vanderbilt University di Nashville, pubblicato su Pediatrics. La ricerca e' stata condotta su 2.000 giovani affetti dai 4 disturbi dello spettro autistico (Dsa), di cui 500 dalla forma propriamente autistica. I ricercatori hanno analizzato i dati di uno studio su 2000 destinatari di servizi educativi speciali, preparato dall'US Department of Education, affetti da uno dei 4 disturbi dello spettro autistico (autismo, sindrome di Asperger, sindrome di Rett e Disturbo disintegrativo dell'infanzia). E' emerso che nei primi 2 anni successivi al diploma piu' della meta' delle persone con autismo non aveva avuto alcuna esperienza di college, lavoro o formazione tecnica. Le cose sembrano andare meno peggio con il passare degli anni: entro 7 anni dal diploma, la percentuale era scesa al 35 per cento. E' il piu' grande studio condotto finora sul tema - ha detto Paul Shattuck della Warren Brown School of Social Work - e i risultati sono preoccupanti . L'auspicio degli studiosi e' che partano politiche governative in grado di aiutare il crescente numero di persone che soffre di questi disturbi (si prevede che nei prossimi 10 anni piu' di 500mila bambini autistici raggiungeranno l'eta' adulta) e le loro famiglie.
Parkinson: allo studio antiossidante a base di sansa
Madrid, 16 mag. - Un antiossidante a base di sansa - un sottoprodotto del processo di estrazione dell'olio d'oliva composto da buccette, residui di polpa e frammenti di noccioline - potrebbe essere efficace nel curare il Parkinson. E' cio' che sta studiando un team di ricercatori spagnoli che sta preparando un composto antiossidante in grado di essere utilizzato come materia prima per la sintesi di nuove molecole di nitrocatecolo, con una potenziale applicazione nel trattamento del morbo di Parkinson. La sansa e' molto abbondante in Andalusia, dove se ne producono 4 milioni di tonnellate all'anno. Per preparare il nuovo composto sono al lavoro i ricercatori del dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell'Universita' di Siviglia, insieme al dipartimento di Farmacologia dell'Universita' Malaga e ad esperti del Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (Instituto de la Grasa e Instituto de Ciencia y TecnologAa de Alimentos y Nutricion). La ricerca ha un duplice scopo: lo stesso composto potrebbe essere utilizzato anche come ingrediente alimentare funzionale e la novita' sta nella preparazione di nitrocatecoli derivati da idrossitirosolo ottenuto da una fonte naturale. Lavoriamo su decine di nitrocatecoli e identificare un trattamento per il Parkinson e' un obiettivo ancora lontano - ha precisato il coordinatore del progetto, Jose' Luis Espartero, alla Fundacion Descubre - e una volta invididuato occorreranno studi farmacologici e clinici .
L'istruzione prolungata allunga la vita
Stoccolma, 16 mag. - Nell'immediato secondo dopoguerra, il Governo svedese decise di condurre un vasto esperimento sociale di riforma dell'istruzione: i bambini coinvolti nel nuovo sistema, a distanza di anni, hanno dimostrato di vivere piu' a lungo degli altri. La ricerca e' stata pubblicata sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences' ed e' opera del Centre for Health Equity Studies della Stockholm University. Tra il 1949 e il 1962, 1,2 milioni di bambini svedesi sono stati coinvolti nel programma che prevedeva per i piccoli della loro eta' una durata obbligatoria di studi di 9 e non di otto anni. Analizzando i dati raccolti tra il 1961 e il 2007, gli scienziati hanno scoperto che i bambini coinvolti nella nuova riforma avevano un rischio minore di morire tra i 40 e i 70 anni, soprattutto a causa di cancro, attacco cardiaco ischemico e incidenti. Tuttavia la probabilita' di morire prima dei 40 anni era la stessa.
Scoperta proteina che stimola grasso bruno a bruciare calorie
Londra, 15 mag. - Individuata la proteina che stimola il grasso bruno a bruciare le calorie. E' quanto emerge da uno studio dei Metabolic Research Laboratories dell'Institute of Metabolic Science, University of Cambridge, pubblicato sulla rivista Cell. Gli scienziati hanno scoperto che la proteina BMP8B agisce su uno specifico sistema metabolico (che opera nel cervello e nei tessuti) per regolare il grasso bruno, il tipo di tessuto adiposo che brucia i grassi per produrre calorie in un processo noto come termogenesi. Il tessuto adiposo bruno si differenzia da quello bianco che invece immagazzina il grasso. La ricerca del team inglese e' stata condotta sui topi e ha mostrato che quelli privi della proteina BMP8B non riuscivano a mantenere facilmente una temperatura corporea normale ed erano diventati molto piu' obesi dei topi 'normali', soprattutto se nutriti con una dieta ricca di grassi. Quando le cellule di grasso bruno sono state trattate con la proteina, hanno attivato in modo piu' significativo il sistema nervoso e hanno provocato una perdita di peso nei topi senza un parallelo aumento della fame. Altre proteine possono aumentare la produzione di calore nel grasso bruno - ha dichiarato Andrew Whittle, uno degli autori dello studio - come per esempio l'ormone tiroideo, ma spesso hanno effetti importanti anche su altri organi e pertanto non sono buoni obiettivi per lo sviluppo di trattamenti per la perdita di peso . Gli scienziati ritengono che questa proteina potrebbe essere d'ausilio nel perdere peso soprattutto dopo la fase iniziale di una dieta.
Chirurgia estetica: e' "boom" tra uomini in procinto di sposarsi
Madrid, 15 mag. - Il numero degli uomini che frequentano cliniche estetiche prima del matrimonio e' aumentato del 30 per cento in pochi anni. E' quanto sostiene uno specialista della Clinica Londres di Siviglia, Antonio Munoz, secondo il quale sono in netta crescita i trattamenti a viso e corpo richiesti dai futuri sposi. Secondo quanto riferito all'agenzia EuropaPress, tra i trattamenti piu' richiesti dal 'sesso forte' ci sono quelli per la perdita di peso e la fotodepilazione, per arrivare pronti alla luna di miele, soprattutto in localita' balneari. Fino a qualche anno fa la cura della pelle del viso era ad appannaggio esclusivamente femminile - ha detto Munoz all'agenzia spagnola - ma oggi anche gli uomini si preoccupano del proprio aspetto fisico, in particolare in vista di un matrimonio . Tra i trattamenti estetici piu' richiesti, anche quelli chimici come il peeling e le iniezioni a base di botox, per eliminare le rughe d'espressione troppo visibili, nonche' cure destinate a risolvere problemi come la sudorazione eccessiva. Malgrado la crescita nel numero di uomini che fanno ricorso all'estetica, in cima alla classifica restano sempre le donne che, secondo l'analisi compiuta dal dottor Munoz, sono molto piu' informate dei loro fidanzati sui trattamenti e prestano maggiore attenzione al rapporto qualita'-prezzo. Inoltre, i futuri mariti sembrano piu' riluttanti delle donne ad ammettere di essersi sottoposti a trattamenti cosmetici, il cui costo va generalmente dai 60 ai 2.000 euro.
Cuore: Usa, dispositivi salvavita troppo lontani dai pazienti
Philadelphia, 15 mag. - Negli Usa nel 75 per cento dei casi di arresto cardiaco i dispositivi salvavita sono troppo lontani dal paziente. E' quanto sostiene una ricerca della Perelman School of Medicine della University of Pennsylvania, presentata al meeting annuale della Society for Academic Emergency Medicine. Il team di studiosi ha mappato i 3.483 luoghi non ospedalieri in cui si e' verificato un arresto cardiaco e la posizione dei 2314 AED (defibrillatori automatici esterni) presenti a Philadelphia: solo il 7 per cento dei dispositivi salvavita era a meno di 200 metri dal paziente. Il 10 per cento degli attacchi si e' verificato entro i 400 metri (circa quattro minuti a piedi), e il 21 per cento a una distanza di 600 piedi (sei minuti) da un AED. Dal momento che le possibilita' di sopravvivere dopo un attacco cardiaco diminuiscono del 10 per cento per ogni minuto trascorso senza AED o rianimazione cardiopolmonare, i pazienti raggiunti da un intervento oltre i sei minuti hanno scarse probabilita' di salvarsi. I defibrillatori, utilizzati per ripristinare il ritmo cardiaco, si trovano piu' comunemente nelle scuole e nei campus universitari (per il 30 per cento), in uffici (22 per cento) e edifici residenziali (4 per cento). I defibrillatori automatici esterni hanno un ruolo essenziale della 'catena della sopravvivenza' necessaria per salvare la vita di una vittima di arresto cardiaco - ha detto Raina Merchant, assistente professore di medicina d'emergenza, uno degli autori dello studio - malgrado siano presenti in grande numero nella nostra area, non sono facilmente accessibili quando servono . Quest'inverno un team della Penn School of Medicine ha lanciato una sorta di concorso, 'MyHeartMap', per invitare gli abitanti di Philadelphia a individuare tramite smartphone le posizioni di tutti gli AED della citta'. I primi due classificati hanno ricevuto un premio in denaro e i dati saranno utilizzati per creare un'App per aiutare a individuare il dispositivo piu' vicino durante le emergenze.
Odontoiatria laser: italiano a vertice federazione mondiale
Roma, 15 mag. - L'italiano Carlo Fornaini sara' presidente per il biennio 2014-2016 della Federazione mondiale odontoiatria laser (Wfld), societa' scientifica che riunisce gli odontoiatri utilizzatori di laser, presente in 65 Paesi. La nomina e' avvenuta durante il 13esimo congresso della Wfld a Barcellona. Fornaini, 57 anni e professore a contratto all'Universita' di Parma, e' il primo italiano a raggiungere la carica; e' stato rappresentante per l'Italia, poi tesoriere della divisione Europa e negli ultimi due anni Tesoriere generale della Wfld; entrera' in carica durante il congresso di Parigi del 2014 e cedera' il testimone a Tokyo nel 2016
Schizofrenia: piu' a rischio chi nasce d'inverno
Londra, 15 mag. - La stagione in cui si nasce influenza il rischio di sviluppare malattie mentali con l'avanzare dell'eta'. E' quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista 'PLoS ONE'. Le madri dei bambini nati in inverno hanno un minore quantitativo di vitamina D e una dieta con poche verdure, meno disponibili durante i mesi freddi. Questo, unito a una maggiore suscettibilita' delle madri a influenze e altre infezioni, per gli scienziati puo' portare a irregolarita' dello sviluppo del bambino che possono impattare sulla sua salute mentale. Abbiamo analizzato l'incidenza di problemi mentali come schizofrenia, disturbo bipolare e depressione cronica in un campione di 29 milioni di persone, e correlato questi problemi al mese di nascita , ha spiegato Sreeram Ramagopalan, ricercatore della Queen Mary University di Londra a capo dello studio. Esiste un picco nei casi di salute mentale nel mese di gennaio, mentre una diminuzione in luglio, agosto e settembre, indicando un ruolo della gravidanza nell'insorgenza di questi difetti - ha aggiunto l'esperto - anche se gli effetti non sono cosi' evidenti, esiste una stagionalita' dei problemi mentali legata al mese di nascita , ha concluso.
Tumori: betabloccanti non riducono rischio di cancro colonrettale
Washington, 15 mag. - Contrariamente a quanto si pensava finora, i betabloccanti che contrastano la pressione alta non riducono il rischio di sviluppare cancro colonrettale. La ricerca e' opera di un gruppo di studiosi del German Cancer Research Center di Heidelberg ed e' stata pubblicata sulla rivista 'Cancer'. Studi animali precedenti avevano mostrato che l'ormone dello stress, la norepinefrina, poteva promuovere la crescita e lo sviluppo di cellule cancerose e i betabloccanti sembravano inibire la sua azione. Gli scienziati hanno ora studiato circa 4.000 pazienti tra il 2003 e il 2007 e non hanno trovato alcun nesso fra rischio di cancro colonrettale e gli ingredienti attivi dei betabloccanti, come il metoprololo e il bisoprololo.
Genetica:prima 'mappa' schizofrenia e ideato test di rischio
ROMA, 15 MAG - Un gruppo internazionale di ricercatori ha isolato i ''geni della schizofrenia'' e messo a punto un prototipo di test genetico per misurare il rischio individuale di essere colpito da questa malattia che a diversi livelli di gravita' riguarda l'1% della popolazione. E' quanto riportato sulla rivista Molecular Psychiatry dal gruppo capitanato da Alexander Niculescu della Indiana University School of Medicine di Indianapolis. La schizofrenia puo' avere un impatto devastante sulla persona, con sintomi variabili e piu' o meno gravi come comportamenti bizzarri o difficolta' a discernere tra esperienze di vita reale ed esperienze solo immaginate dal paziente. La realta' e l''illusione' (con tratti anche allucinatori) si fondono rendendo impossibile una vita di relazione normale. Da tempo si e' a caccia delle basi genetiche di questa complessa malattia che ha alla base un problema di sviluppo del cervello di natura non chiara, ma anche con lo zampino del Dna. Ma i geni da soli non bastano a spiegare l'insorgenza della schizofrenia che di solito riguarda persone che, oltre ad essere geneticamente vulnerabili, sono cresciute in ambienti stressanti, ostili, hanno fatto uso di droghe e alcol. Fondendo i dati genetici reperiti da diversi studi su pazienti e anche su modelli animali gli esperti hanno isolato i ''geni top'' primariamente legati all'insorgenza della schizofrenia (oltre 10 geni), legati allo sviluppo del cervello, alla formazione della guaina di rivestimento isolante (mielina) che serve a far scorrere senza dispersione il segnale nervoso nei nervi, ai contatti tra cellule e molto altro. I ricercatori hanno messo anche a punto un prototipo di test genetico per la misura del rischio individuale di ammalarsi, test che pero' non puo' predire il 'destino' di un individuo (cioe' dire se si ammalera' o meno) ma solo stimare il suo rischio individuale di ammalarsi perche', come detto, non bastano i geni a spiegare l'insorgenza della schizofrenia.
Sesso:contraccettivi ormonali non orali aumentano rischio coaguli
Londra, 11 mag. - Contraccettivi ormonali non orali, come cerotti, impianti vaginali, anelli vaginali, comporterebbero un aumento del rischio della formazione di seri coaguli sanguigni (tromboembolismi venosi), rispetto agli altri. Lo sostiene uno studio dell'Universita' di Copenaghen. La ricerca, che compare sul British Medical Journal, ha coinvolto donne danesi, non incinta, fra 15 e 49 anni che sono state seguite dal 2001 al 2010. Nessuna di esse aveva mostrato coaguli sanguigni oppure casi di cancro prima dello studio. I ricercatori hanno analizzato un totale di quasi 9 milioni e mezzo di osservazioni sanitarie che comprendevano quasi 3500 casi di diagnosi confermate di trombosi venosa. Le donne che usavano unicamente contraccettivi orali basati su levonorgestrel, avevano un rischio di trombosi di tre volte superiore rispetto a quelle che non facevano uso di contraccettivi ormonali. Quelle che usavano contraccettivi non orali come il cerotto avevano un rischio, sempre rispetto al primo gruppo, 8 volte superiore; quelle che usavano l'anello vaginale di 6,5 volte superiore. L'uso di un impianto sottocutaneo basato sul progesterone comportava invece un rischio solo lievemente maggiore, mentre l'uso di un impianto intrauterino basato sul progesterone non comportava nessun rischio in piu' .
Malaria: ecco la "tuta insetticida" per proteggersi da zanzare
Washington, 10 mag. - E' una tuta con cappuccio all'ultima moda il nuovo prodotto contro la malaria. I ricercatori della Cornell University negli Stati Uniti e un fashion designer africano hanno sviluppato un abito il cui tessuto contiene insetticidi contro le zanzare a livello molecolare. L'abito puo' essere indossato tutto il tempo per fornire protezione extra e al contrario degli unguenti antizanzare la sua azione non svanisce nel tempo. La malaria uccide ogni anno 655mila persone nel continente africano. Il modo piu' comune per difendersi sono le zanzariere trattate con insetticidi, ma la loro azione e' limitata e non si puo' rimanere sempre al chiuso , ha spiegato Frederick Ochanda, del dipartimento di scienze del design e del vestiario presso la Cornell e originario del Kenya. Il tessuto del nostro abito, resistente agli strappi, contiene invece insetticidi fin nella struttura molecolare, sottoforma di composti cristallini inseriti nella trama. Questo lo rende capace di contenere 3 volte piu' insetticida rispetto alle reti, da cui normalmente evapora dopo 6 mesi . L'abito, un monopezzo viola, blu e dorato, e' stato presentato al Cornell Fashion Collective Spring Fashion Show. Le persone continuano ad ammalarsi e a morire di malaria. Unendo moda e scienza, speriamo di inspirare le persone a sostenere questa nuova tecnologia ha detto Ochanda.
Ecco perche' calcio del latte materno non trasforma il seno
Londra, 10 mag. - Il latte materno contiene elevate quantita' di calcio che in teoria potrebbero trasformare il seno in ossa. Nella realta' non e' cosi' e per la prima volta e' stata data una spiegazione a questo mistero. I ricercatori Carl Holt dell'Universita' di Glasgow (Regno Unito), e John Carver dell'Universita' di Adelaide (Australia), hanno pubblicato la loro teoria sul Journal of Evolutionary Biology. Gli studiosi hanno costruito modelli 3D dell'interazione tra ioni e proteine nei fluidi biologici per scoprire che le caseine, le proteine nutrizionali del latte, aiutano a prevenire l'accumulo di calcio, catturando il fosfato di calcio e portandolo via all'interno di quegli aggregati molecolari chiamati micelle. Holt e Carver hano rilevato che la concentrazione di queste micelle sferiche nel latte deve essere aumentata nel corso del tempo evolutivamente, producendo un liquido sempre piu' nutriente e capace di fronteggiare la calcificazione in ossa .
Dalla Spagna arrivano le alghe al selenio
Barcellona, 9 mag. - Microalghe contenenti selenio, noto per le sue proprieta' antiossidanti, assimilabile dal corpo umano. Sono il frutto di una ricerca condotta dall'Universita' di Huelva, pubblicata su 'Cienciadirecta'. Cio' che gli scienziati del gruppo di ricerca Analisis Medioambiental y Bioanalisis, y Bioquimica y Biotecnologia de Organismos Fotosinteticos dell'ateneo spagnolo hanno ottenuto e' la selenometionina, una qualita' di selenio non tossico e potenzialmente utilizzabile come integratore alimentare. Per la produzione di alimenti funzionali ricchi in selenio i ricercatori hanno utilizzato le potenzialita' delle microalghe. Questi organismi sono buone fonti alternative di sostanze funzionali - ha spiegato Jose' Luis Gomez Ariza, a capo del progetto - in particolare di composti di selenio, elemento dalle comprovate proprieta' terapeutiche nella prevenzione del cancro, di malattie cardiovascolari e del sistema immunitario, nonche' di problemi neurologici . L'utilizzo di alghe costituisce la novita' dello studio, dal momento che negli integratori attualmente in commercio e' contenuto lievito al selenio. In particolare, i ricercatori hanno scelto la 'Chrolella sorokiniana', nota per la sua resistenza, la crescita veloce e la facilita' di accumulo di questa sostanza. Gli esperti hanno scoperto che le microalghe sono capaci di generare biomolecole di selenio: alcune di queste pero' sono tossiche, percio' gli studiosi hanno selezionato quella piu' adatta al consumo umano. La natura offre un infinito mercato di microalghe con un enorme potenziale per il trasferimento all'industria , ha detto Ariza.
Dieta ricca di fibre riduce il rischio di tumore al colon
Washington, 9 mag. - Una dieta ricca di fibre potrebbe aiutare a ridurre il rischio di cancro al colon: una nuova ricerca della Michigan State University negli Usa suggerisce infatti che i supplementi di fibre alimentano delle cellule batteriche che vivono nel nostro apparato digerente e che combattono a loro volta i batteri nocivi e le infiammazioni, responsabili dell'aumento del rischio di cancro. Alcuni batteri nel nostro corpo agiscono come cellule killer del cancro, eliminando infezioni causate da altri batteri e riducendo le infiammazioni, fattori di rischio dell'insorgenza del cancro al colon , ha spiegato Jenifer Fenton, ricercatrice a capo dello studio pubblicato sul Journal of Nutrition. Nel nostro esperimento, ratti di laboratorio cui avevamo somministrato pillole e supplementi probiotici avevano una maggiore produzione di batteri protettivi nell'apparato digerente. Questi supplementi, come il galacto-oligosaccaride, aiutano nell'assimilare le fibre contenute in alimenti come biscotti e latte per neonati, riducendo la colite e quindi il rischio di sviluppare il cancro al colon .







